Cambia il “modo” e cambierai il tuo mondo

Cambia il “modo” e cambierai il tuo mondo

Dopo il post in cui ho parlato di cambiare abitudini, oggi voglio insistere sul concetto di cambiamento perchè sono sempre più convinto che, se il mondo che ci circonda è in oggettiva difficoltà, non possiamo fermarci a guardare le cose come ci “dicono” che vadano guardate …

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.

Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose “Niente che non fosse vero – ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.

Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’è scritto: “Oggi è primavera … e io non la posso vedere”.

Cambia il “modo” …

cambiaSono assolutamente certo che le parole cambino le cose e se cambiamo il “modo” in cui le diciamo potremo far parte di questo cambiamento.

Se cambi la prospettiva da cui guardi ciò che ti accade, cosa vedi ? Vedi lo stesso “paesaggio” oppure qualche angolazione è cambiata ? Utilizzi le stesse parole oppure ne utilizzi altre ? Prova a fare qualche piccola prova e ti accorgerai di grandi cambiamenti …

Personalmente, ad esempio, ho cambiato il modo in cui, al mattino, saluto le persone che incontro al bar o per la strada e dopo i semplici convenevoli mi congedo augurando “Buona Giornata !” e non dicendo il solito e scontato “ciao” … a distanza di qualche settimana mi sono sentito dire : “ma come fai ad essere sempre così felice ?”

Il problema non è perchè io sono felice, ma perchè gli altri si stupiscono quando qualcuno lo è ! Tu da che parte stai ?

… e cambierai il mondo !

E’ tutta una questione di “come” vediamo le cose perchè la cecità può essere percepita come una metafora dei nostri limiti, quelli che ci rendono “ciechi” e che non ci permettono di “vedere” con nuovi occhi.

Si compiange il cieco che non ha mai visto i raggi del sole, il sordo che non ha mai udito gli accordi della natura, il muto che non ha mai potuto rendere la voce della sua anima e, per un falso pudore, non si vuol compiangere quella cecità del cuore, di quella sordità dell’anima, di quel mutismo della coscienza che rendono folle un’infelice e, suo malgrado, la fanno incapace di vedere il bene e di parlare il puro linguaggio dell’amore e della fede. [Alexandre Dumas]

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