3 cose che cambieranno nel 2014 per i risparmiatori italiani

3 cose che cambieranno nel 2014 per i risparmiatori italiani

Oggi voglio raccontarti una cosa che ho scoperto e che credo troverai interessante da sapere. Parliamo infatti di 3 cose che riguardano i risparmiatori italiani e che cambieranno nel 2014.

1) AL VIA IL DECRETO MONTI SULLE COMUNICAZIONI BANCARIE.

E’ probabile, anzi direi quasi certo, che anche tu abbia ricevuto dalla tua banca una comunicazione, come quella qui sotto, nella quale la banca stessa ti invitava a comunicare tassativamente, recandoti in filiale o con altri mezzi se sei cliente di una banca online, dati vari o documenti aggiornati. Bene : sappi che se non lo hai fatto e non lo farai potresti trovarti con il conto corrente, con il conto deposito o con il dossier titoli chiuso !

risparmiatori
Non è una minaccia, ma è proprio la verità. Il 1° gennaio 2014 è infatti entrato in vigore il Decreto Monti (169/2012) sulla adeguata verifica della clientela, in base al Decreto legislativo 21/11/2007. In pratica, a chi non fornirà la documentazione richiesta, verranno prima bloccati e poi chiusi i rapporti con la banca. Tutto questo è motivato dalla necessità di “adeguata verifica” dell’identità del soggetto cliente ed è indispensabile per identificare il cosiddetto “titolare effettivo” ovvero il soggetto per conto del quale il cliente (che apre il rapporto) opera.

La verifica è a carico del cliente e non della banca ed è infatti il cliente che deve fornire la documentazione che attesti, ad esempio, il titolare effettivo del rapporto, la natura e lo scopo del rapporto continuativo.

Fai attenzione perchè se i dati non verranno comunicati, la banca bloccherà il rapporto e il saldo dovra’ essere trasferito in un’altra banca indicata dal cliente.

2) QUASI CERTO L’AUMENTO DEL BOLLO SUGLI INVESTIMENTI FINANZIARI (+33,34%)

Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre è stata apportata la modifica dalla Commissione Bilancio della Camera che cancella il minimo di 34,20 €uro. Quindi patrimoniale piu’ salata, ma piu’ equa in quanto i piccoli detentori non saranno penalizzati. Esempio: con 2000 €uro di azioni in portafoglio, l’anno scorso si pagavano 34,20 euro, ovvero l’1,71% mentre quest’anno si pagheranno 4 €uro.

Nel 2014, se la proposta passerà anche alla Camera, l’imposta di bollo sugli strumenti finanziari passerà dall’1,5 per 1000 del 2013, al 2 per mille, sempre con un minimo di 34,20 €uro e sempre senza il tetto massimo.

Quindi i possessori di tutto cio’ che si puo’ definire strumento finanziario avranno un aumento del 33,34% di imposta sui loro possedimenti, rispetto allo scorso anno. L’addebito verrà rateizzato secondo le comunicazioni periodiche sul saldo degli investimenti, che la banca invia in forma cartacea o online, sulla base del controvalore alla data dell’invio. In caso di rapporti aperti in corso d’anno o estinti prima della fine dell’anno, l’addebito verra’ conguagliato con l’effettivo periodo. Alcune banche adotteranno, come lo scorso anno, campagne commerciali per pagare in parte o in toto il bollo a carico del cliente.

3) DA FEBBRAIO IL BONIFICO ED IL RID VANNO IN PENSIONE. ARRIVA LA SEPA.

Dal 1° febbraio 2014, il bonifico Italia sarà sostituito dal bonifico SEPA e il Rid lascerà il posto al SDD (SEPA Direct Debit). La SEPA è l’’Area unica dei pagamenti in euro (in inglese: Single Euro Payments Area o SEPA) ed è una zona “fittizia” composta da 33 paesi aderenti. Per quanto riguarda i bonifici, verranno uniformate le procedure a livello europeo, con un adeguamento e uniformità di costi, tempi di esecuzione e modalità. Fare un bonifico dall’’Italia su un conto di un beneficiario appartenente ad uno stato della SEPA, sarà quindi semplice e immediato come farlo tra due beneficiari italiani. Ora per eseguire un bonifico serve il codice IBAN e, verso l’estero anche il codice BIC (meglio conosciuto come SWIFT). Con il cambiamento, il codice BIC sparirà (verso area SEPA) entro il 31 gennaio 2016 e un bonifico diventerà BONIFICO SEPA, sia verso l’Italia sia verso l’area SEPA.

Per quanto riguarda l‘’addebito diretto, quello che fino ad oggi abbiamo conosciuto come RID cambierà in SEPA DIRECT DEBIT (SDD). Servirà quindi per le domiciliazioni su conto corrente di quelle spese ricorrenti tipo bollette di utenze (acqua, luce, gas, ecc.ecc. ) o rate di prestiti di finanziarie. Ma potranno essere usate anche per un addebito una tantum (in futuro, si potrà ad esempio acquistare via internet e farsi addebitare direttamente l’importo con questo tipo di servizio). Gli addebiti SDD, saranno di 2 tipi a seconda del tipo di debitore. Gli SDD Core saranno per i soggetti identificati come CONSUMATORI, mentre i SDD B2B saranno per i soggetti AZIENDE o comunque NON CONSUMATORI. (Consumatori e Non Consumatori, è il modo con il quale la banca identifica il tipo di cliente, utilizzando diverse modalità di gestione e rispetto della normativa).

Il consumatore sarà maggiormente tutelato in caso di contestazioni o addebiti errati o fraudolenti, con tempistiche più agevoli: se avevi autorizzato l’’addebito ma la somma ti sembra errata, hai 8 settimane di tempo dalla data in cui è avvenuto l’’addebito per richiedere il rimborso; se invece si tratta di un’’operazione che non avevi autorizzato, hai 13 mesi di tempo.

Comunque, in linea di massima, non dovete fare nulla perchè sarà la banca a preoccuparsi di tutto.

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