L’importanza di saper prendere decisioni

L’importanza di saper prendere decisioni

Saper prendere decisioni è una capacità che, differentemente da ciò che si potrebbe pensare, può (e deve) essere allenata e portata a livelli di eccellenza se vogliamo davvero ottenere le soddisfazioni che meritiamo.

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare

seneca

Questa è una delle mie frasi preferite : Seneca possiede quello che si definisce “il dono della sintesi” e della sentenza. Ad una prima lettura viene da dire che questa frase è molto dura. Ed infatti lo è … Ma, come in tutte le cose della vita, la lettura può avere diversi punti di vista. Che vuol dire che non c’è vento favorevole ? Che posso fare in quel caso ? La lettura corretta è che la colpa è del marinaio, cioè la nostra. Questo perchè i venti favorevoli, cioè le occasioni della vita, ci sono sempre, quasi quotidianamente, ma non si mostrano a chi non sa ciò che vuole. Non c’è fortuna per chi non sa cosa desidera né dove vuole andare nè quali obiettivi vuole raggiungere.

confort_zoneQuesto vuole anche dire che è di certo meglio avere un desiderio, sapere chiaramente ciò che si vuole ottenere e quindi affrontare mari in burrasca e difficoltà quasi insormontabili, piuttosto che rimanere fermi in porto ad aspettare. Rimanere in quella che si chiama “zona di confort”. Ma non è facile decidere di mollare gli ormeggi, affrontare il mare ed inziare a prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano.

Ogni giorno della nostra vita, per continuare la similitudine di Seneca, noi siamo in mare e non avremo modo di approdare in alcun porto, cioè di raggiungere i nostri obiettivi, senza prendere una direzione. I venti, cioè le occasioni, le opportunità e gli ostacoli, fanno parte del nostro destino e potranno essere favorevoli o avverse e potranno deviare il nostro percorso portandoci da tutt’altra parte. In ogni caso, prendendo la decisione di affrontare il mare, ci saremo mossi, avremo preso il timone del nostro destino in mano e ci avremo provato. Non esiste alcun rimpianto per chi sa dove vuole andare.

Alleniamoci a prendere decisioni. Saper prendere decisioni può diventare un gioco.

Norman Vincent Peal, scrittore statunitense, disse che le decisioni possono essere allenate come un normale muscolo del nostro corpo. Affrontare gli ostacoli e fare qualcosa per superarli, ci farà scoprire che quegli ostacoli non avevano neanche la metà della forza che pensavamo avessero. Quella forza che noi, inconsciamente e per paura, avevamo proiettato su di essi.

Come tutti i muscoli, anche quello delle decisioni va allenato, così da renderlo sempre più performante, attivo e reattivo. Più decisioni intraprenderemo consciamente durante il giorno, tanto più scopriremo che decidere non è cosi male, anzi, scopriremo che è piuttosto divertente farlo. Ma il fatto più sorprendente è che, con l’allenamento, diventeremo persone abituate a prendere decisioni e non ci spaventeremo più di tanto quando avremo decisioni importanti da prendere, perché saremo diventati persone abituate a prendere iniziative.

Non aspettare il momento opportuno: crealo ! (George Bernard Shaw)

Esercizi pratici per prendere decisioni

Fissa un luogo e un tempo preciso da dedicare alle tue decisioni.

Pprendere_decisioniensare continuamente ai problemi e alle cose da fare non aiuta, confonde e complica anche tutte le altre attività a cui ti stai dedicando. Scegli e fissa un giorno ed un luogo preciso in cui prenderai le tue decisioni e, fino a quel momento, togli dalla mente quei pensieri. Ti sentirai più libero.

Disponiti nello stato d’animo giusto.

Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo. Usa parte del tuo tempo per ritrovare la calma e la lucidità che ti serviranno a prendere decisioni. Se ti senti soffocato dalla paura e ti senti agitato, concentrati e prendi il tempo necessario a modificare il tuo stato d’animo.

Se non riesci a decidere, impara ad aspettare, ma datti una scadenza.

Non sempre una scelta può essere immediata. Non aver paura a concederti il tempo per decidere, ma fissa una scadenza per evitare di crearti un alibi a non decidere.

Analizza le variabili fondamentali e disponile in ordine di importanza.

Definire un elenco di priorità è fondamentale per poter prendere decisioni corrette; per scegliere nel modo migliore è assolutamente necessario capire cosa non sei disposto a perdere e a cosa puoi rinunciare.

Nessuna scelta è definitiva o irrimediabile.

Scegliere è un processo continuo. Ogni scelta richiama e definisce altre scelte che necessiteranno di altre ancora … Una scelta definitiva non esiste e se pensi che quella che devi prendere adesso lo sia, ti bloccherai di sicuro e avrai fallito. Decidi di fare e molla gli ormeggi : sarà più facile di quanto credi.

Scegliere di non scegliere è una scelta.

Questo sarà banale, ma è la pura verità.

Mi auguro che queste semplici riflessioni ti possano essere utili e ti aiutino a prendere decisioni sagge ed utili alla tua crescita personale !

Se non hai letto il mio post dal titolo “Andare a caccia di motivazione”, clikka QUI e fammi sapere che ne pensi

2 commenti

  1. Max

    Più volte, come anche qui, ho letto che “non scegliere è una scelta”.

    Questo probabilmente solo se letto nell’ottica dell’ammonimento, da parte di chi scrive, il quale vuole “scuoterci”, ricordandoci che se non scegliamo saremo vittime delle circostanze, in quanto un esito ci sarà in ogni caso.

    La “scelta” è però un “atto” pienamente consapevole, sospinto dalla volontà, il che implica assunzione di responsabilità e accettazione del possibile rischio.
    Si è attori e si sceglie.

    Invece, quando “si sceglie di non scegliere” si è solo consci, più che consapevoli, poiché manca lo “sforzo” che l'”azione” della scelta comporta.
    Si è passivi, si resta dietro le quinte e si è scelti.

    In realtà quindi chi non sceglie… Non sceglie (scusatemi nuovamente il gioco di parole), in quanto si rifiuta di scegliere, e non opera di fatto una scelta

    Reputo quindi sostanzialmente, oltre che dialetticamente, errato dire che “chi non sceglie di fatto sceglie” in quanto si impoverisce il concetto di scelta, indivisibile dalla volontà e dall’azione che peraltro il verbo stesso (“scegliere” vs. “essere scelti”) esprime.

    Questo può sottilmente fuorviare e risultare controproducente, in quanto è proprio la volontà dell’individuo che è in gioco.

  2. Innanzitutto ti ringrazio per la riflessione che hai voluto condividere, ma resto nella mia convinzione che “non scegliere” sia comunque una scelta. La si può leggere come una mancanza di coraggio, come un voler prendere tempo o come un non-interesse alle conseguenze che la scelta porterebbe, ma così facendo si decide comunque di non scegliere tra opzione A e opzione B, ma, forse per semplice esclusione, di scegliere l’opzione C, seppur non dichiarata. Ci tengo a dire che, a volte, il “non-scegliere” possa essere difficile tanto quanto lo “scegliere”, ma è come decidere di tornare indietro davanti ad un bivio : ho un bivio davanti a me e posso decidere di andare a destra o a sinistra; se non scelgo ne l’una ne l’altra, è comunque impossibile restare fermo e, quindi, tornerò indietro, effettuando quindi una scelta o, se si preferisce, una “non scelta”. Il gioco di parole è continuo e, probabilmente, resteremo di opinioni diverse, ma questo è sintomo dell’interesse che l’argomento suscita. Buona domenica, Max

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