Facendo seguito al mio articolo pubblicato ieri ed intitolato “Mercato libero : da giugno stop a maggior tutela !“, devo segnalare che il Ddl Concorrenza, nella sua nuova ed ultima versione presentata il 20 febbraio dal ministro Guidi, prevede e concede tre anni di tempo ai consumatori per individuare le opportunità che si apriranno nel mercato libero.
Inizialmente si prevedeva che la fine dei contratti protetti fosse giugno 2015 per il gas e giugno 2016 per la luce. Ma la proposta non era condivisa dall’Autorità dell’Energia, il Gas e il Sistema Idrico (Aeegsi), che ha più volte detto che la cancellazione della tutela è prematura e va rimandata a quando il consumatore avrà piena consapevolezza delle condizioni del mercato e piena capacità e possibilità di scelta. Personalmente non sono certo che le cose non possano nuovamente cambiare anche perchè le posizioni in campo sono davvero discordanti. Il fatto che stupisce (o forse no) è che alla fine, secondo il ministro, “il prezzo sul mercato libero sarà più vantaggioso per il consumatore finale” : e allora perchè rimandare ?
Comunque, ecco articolo integrale che mi ha segnalato un caro amico che lavora presso società attiva nell’approvvigionamento, nell’intermediazione e nella vendita di energia elettrica, gas e calore subito dopo la pubblicazione del mio post.
L’occasione è utile per ringraziare l’amico Vittorio e per scusarmi di aver condiviso informazione non aggiornata.
Ddl concorrenza, addio tutela dal 2018. Unica data per gas ed elettricità. Percorso di uscita affidato al Mse.
Ma Bortoni (Autorità): “Faccia chi è competente”. Testo su sito QE
Il meccanismo di maggior tutela dovrà essere abbandonato a partire dal 1° gennaio del 2018 per tutte le categorie. E’ quanto prevede il Ddl Concorrenza approvato oggi in Consiglio dei ministri (la bozza entrata è disponibile in allegato sul sito di QE).
Si modifica quindi radicalmente il calendario previsto nelle precedenti versioni (QE 19/2), che fissava l’addio alla tutela già dal 30 giugno 2015 per tutti i clienti gas e per le Pmi nell’elettrico e dal 30 giugno 2016 per le famiglie nell’elettrico.
“Abbiamo voluto dare tre anni di tempo per creare un percorso che accompagni questa rivoluzione e aiuti il consumatore finale a cogliere le opportunità che si apriranno”, spiega il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm. “Vogliamo”, aggiunge, “che si crei un sistema che porti a un prezzo più conveniente per il consumatore”.
Il percorso di uscita viene affidato al Mse, una scelta che non piace al presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, che commenta: “è un soggetto che queste cose di solito non le fa”.
“Non chiediamo mai poteri, ma diciamo chi è competente lo faccia”, e aggiunge “non è una questione di date. L’abolizione a tre anni è meglio che a tre mesi”, tuttavia “abbiamo sempre detto che la cosa migliore è una road map, cioè un percorso di accompagnamento”, che però è affidato a un soggetto, come il ministero, che ha altre funzioni. “Per fortuna”, ha concluso Bortoni, “è un Ddl”.
Il provvedimento rinvia infatti a un decreto del Mse, sentita l’Autorità per l’Energia, per l’adozione di tutte le disposizioni necessarie a garantire che il graduale superamento della maggior tutela avvenga a condizioni favorevoli ai consumatori. Ci si riferisce in particolare, informa la relazione illustrativa, al monitoraggio transitorio dei prezzi retail nelle fasi precedenti e immediatamente successive all’abolizione dei prezzi di riferimento, nonché alla piena informazione del consumatore. Così come a quelle per il brand unbundling, alla piena operatività del SII, alle misure anti-morosità e la garanzia dell’ “efficacia efficienza, trasparenza e puntualità delle operazioni di switching e fatturazione”.
Nel Capo IV dedicato all’energia figura anche un articolo dedicato alla concorrenza nella distribuzione carburanti prevedendo che l’apertura di un nuovo p.v. non può essere subordinato a una serie di vincoli tra cui la presenza di più tipologie di carburanti, incluso metano, Gpl e idrogeno a prescindere dal fatto se questo comporti ostacoli o oneri eccessivi alla finalità dell’obbligo. Dalla versione entrata in Cdm sono state invece stralciate le norme sui porti.