Banda larga, Italia al rallenty : lo avresti detto ?

Banda larga, Italia al rallenty : lo avresti detto ?

Secondo Akamai, azienda quotata al Nasdaq americano che fornisce una piattaforma per la distribuzione di contenuti sul web, la penetrazione di internet a livello globale è in costante aumento. In Italia, però, questo dato è in controtendenza: gli indirizzi IPv4 rilevati nel corso del terzo trimestre 2014 sono stati infatti 18,5 milioni, con un calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Con l’ultimo rapporto trimestrale dell’osservatorio permanente State Of The Internet, Akamai traccia la mappa della rete in un lungo report in cui vengono riportati dati e numeri che diventano il ritratto della diffusione di internet nel periodo agosto-settembre-ottobre 2014. Sono dati che descrivono uno sviluppo ed una crescita costante, ma con dinamiche molto diverse da paese a paese. E l’Italia non ne esce bene …

Banda larga, Italia naviga ancora tra gli ultimi

I numeri ci dicono che nel corso del trimestre di riferimento esistono 790.661.514 IPv4 attivi e registrati. L’aumento, a livello globale, è pari al 3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia, invece, questo dato è in controtendenza: gli indirizzi IPv4 rilevati sono stati 18,5 milioni, con un calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Rodolfo D’Agostino di Akamai Italia, però, spiega come questi dati sulla banda larga non siano un dato necessariamente negativo. “Il numero di indirizzi IPv4 è normalmente preso come parametro per valutare la penetrazione di Internet in una regione, ma da quando è stato introdotto il protocollo IPv6 (che consente di gestire un maggior numero di indirizzi unici ndr) stiamo assistendo ad un passaggio verso il nuovo sistema che sfalsa lievemente l’analisi dei dati”. Tale fenomeno potrebbe spiegare il caso della Gran Bretagna, uno degli altri paesi che registra un dato negativo (-8,2%) per quanto riguarda il numero di IPv4 attivi.

emeaCi sono invece pochi margini di incertezza riguardo ai dati che spiegano le prestazioni di internet, con l’Italia piazzata tra gli ultimi posti nell’area Emea (Unione Europea, Sud Africa, Turchia ed Emirati Arabi Uniti) sia per quanto riguarda la velocità media di connessione (siamo al 23esimo posto su 25 paesi) che per il picco medio di velocità (24esimo posto) delle connessioni. A livello globale, sul piano delle prestazioni, è l’Asia che comanda la classifica con la Corea del Sud registra il record nella velocità media di connessione (25,3 Mbps) e Hong Kong conquista il primo posto per quanto riguarda il picco medio di velocità (84,6 Mbps). La banda larga ha gli occhi a mandorla …

In Europa è la Svizzera che svetta, con una velocità di connessione media di 14,5 Mbps. L’Italia, anche in questo caso, si piazza nella parte bassa della classifica con una velocità media di 5,5 Mbps, il minimo sufficiante per superare una decina di paesi tra cui Vietnam, India, Filippine e il fanalino di coda Bolivia.

Se scendiamo nei dettagli della diffusione della banda larga, possiamo dire che le infrastrutture italiane garantiscono una velocità superiore ai 4Mbps al 60% delle utenze, mentre solo il 5,3% naviga a più di 10 Mbps ed un misero 2,1% ha a disposizione una connessione superiore ai 15 Mbps, che è un dato davvero preoccupante. Dopo di noi, in area Emea, si piazzano soltanto la Turchia, il Sud Africa e gli Emirati Arabi Uniti. Per capire meglio come siamo messi rispetto ad altri paesi, il rapporto di Akamai ci racconta che in Svezia la soglia dei 15 Mbps viene superata dal 29% delle connessioni, mentre in Svizzera il dato sale al 30%. Come viene appunto raccontato nel rapporto, la soglia dei 15 Mbps è solitamente considerata come necessaria per poter usufruire della trasmissione di video in 4K, il formato video ultra HD considerato come il futuro dell’intrattenimento digitale online.

Chiudo con un dato che ci dà un pò di speranza : parlando infatti di connettività in mobilità, l’Italia si posiziona in linea con gli altri Paesi europei, con una velocità media di connessione stimata in 4.8 Mbps e con un 52% degli utenti in grado di superare la soglia dei 4 Mbps.

Che dire … se parliamo di banda larga non possiamo che migliorare, ma sono necessari importanti investimenti in infrastrutture e una diversa visione dell’importanza della banda larga.

Se il mio articolo sulla banda larga è stato di tuo interesse, ti invito a lasciarmi un commento e se ti sei perso il mio post dal titolo “Commercio elettronico continua a crescere” clicca sull’immagine qui sotto :

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